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| Corriere della sera, 4 giugno 2012, p.3 (significative le ultime due colonne) |
Nel decreto è stata inserita la norma per sbloccare gasdotti e rigassificatori fermati dalle Regioni.
In barba a qualsiasi autodeterminazione popolare e locale.
E' inaccettabile. Sicuramente questo varrà anche per gli impianti di stoccaggio del gas, come quello di Rivara (frazione di San Felice sul Panaro, che ha dato il via alla serie di terremoti a catena), e per il quale la Regione Emilia Romagna ha detto no. Sembra una guerra tra ministri. Quello dell'ambiente ha detto no all'impianto di stoccaggio (con un comunicato dell'1 giugno) , ora quello dell'economia lo scavalca e sconfessa con una norma decretizia ad hoc. Quindi ballo infinito per l'Emilia fino alla soluzione finale (in una terribile associazione di idee).
Sono catastrofica? NO. Realista. Superrealista. Ma ditemi, a cosa devono servirci gli oltre 10 miliardi che ci vengono sventolati sotto il naso e che poi, si sa, vanno a finire sempre in pochissime mani?
A farci delle belle tombe, con tanto di funerali a partecipazione statale e lutto nazionale, tra i superstiti casuali?
Basta! La politica degli affaristi deve cambiare. Meglio un tozzo di pane ma vivere in tranquillità. A procurarci il resto basterà la laboriosità delle persone per bene, che sono tantissime, non solo in Emila, ma in tutta Italia
Solo che le lascino lavorare. Ma così si è sotto una minaccia continua.
A cosa mi riferisco? Ovviamente all'impianto di stoccaggio di gas di Rivara. Io finora non me ne ero mai occupata direttamente. In linea di massima lo condividevo, ma non conoscevo i termini della questione. Ho cercato di rimediare in questi giorni e il quadro è impressionante.
Per me la relazioni tra terremoti e operazioni di trivellazioni o indagini esplorative (come le ha chiamate il Ministro dell'Ambiente) restano evidenti, fino a che esperti serissimi ( e di cui si sia accertata l'estraneità a vendite di sè sottobanco, o a cedimenti ricattatori) non mi dimostrino inequivocabilmente il contrario.
E' vero che c'è questa faglia sotterranea, ma non si sarebbe mossa così disastrosamente (ha fatto danni 500 anni fa quando le costruzioni non erano poi così stabili come le attuali, in linea di massima) se non fosse stata stuzzicata da trivellazioni e esperimenti di tutti i tipi, avviati, probabilmente alla grande, non appena la società, che scalpitava per averlo, ha avuto a fine febbraio l'OK a procedere dal ministro dell'ambiente (che lo ha poi ritirato precipitosamente l'1 giugno).
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-A supporto di quanto dico, la testimonianza di Rosario Marcianò
http://www.youtube.com/watch?v=l-uMCmefKmU
Seguiranno le altre non appena potrò (h 8,56: c'è stata un'altra scossa...)
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-Intanto qualcuno lanciava l'allarme alcuni anni addietro. Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice presso la California State University di Los Angeles, illustra i problemi e le conseguenze ambientali e sociali dell'estrazione e della lavorazione del petrolio in Italia.
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=11745
http://www.arcoiris.tv/modules.php?name=Flash&d_op=getit&id=11745
Dalla testimonianza della D'Orsogna si evince (e tutti i ricercatori lo sanno) che le trivellazioni possono FAR DIVENTARE SISMICO UN TERRITORIO CHE PRIMA NON LO ERA (COME GLI ESPERIMENTI IN UNA ZONA DESERTICA DELL'ASIA, PRIMA NON SISMICA E POI DIVENTATA TALE, dopo gli esperimenti)
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- In questo articolo di oggi dubbi e domande che condivido
http://www.satisfiction.me/il-terremoto-le-cause-sono-naturali-o-economiche












